Musica per dormire: quale funziona davvero?

Musica per dormire: quale funziona davvero?

Che la musica sia capace di migliorare il nostro umore è cosa nota, ma forse non tutti sanno che la musica è un vero toccasana per dormire, in particolar modo se si soffre di problemi di insonnia. Molti studi hanno infatti confermato che la musica è in grado di influenzare le onde cerebrali, favorendo il rilassamento e velocizzando il tempo necessario per addormentarsi.

Non solo: la musica favorisce anche l’entrata nella fase REM, quella che determina un sonno più profondo e ristoratore. Non tutti i generi musicali, però, sono utili per dormire, infatti sono solamente tre le tipologie di musica che conciliano il sonno: scopriamo assieme quali sono.

Musica classica

Il primo genere di musica per dormire che ti consigliamo è la musica classica, in particolar modo quella strumentale, in quanto caratterizzata da un ritmo lento e da una sonorità bassa e calma.

La musica classica più adatta per dormire è quella dal ritmo lento e dolce: perfetti a questo scopo sono, in particolare, brani come il Notturno di Chopin, il Chiaro di luna di Debussy, le Quattro stagioni di Vivaldi, la Ninna nanna e il Minuetto di Bach, il Concerto per pianoforte n. 21 andante ed il Requiem di Mozart e, infine, la Nona sinfonia di Beethoven.

Musica specifica per dormire

Proprio in virtù del potere rilassante della musica, alcuni musicisti contemporanei hanno composto dei brani le cui sonorità sono composte apposta per favorire il sonno.

Ad esempio, il compositore inglese Max Richter, famoso per essere l’autore di numerose e premiate colonne sonore per film e serie tv, ha scritto un brano rilassante, intitolato non a caso “Sleep”, della durata di ben otto ore (ma di cui esiste anche una versione più breve della durata di un’ora), il cui ascolto sarebbe capace di facilitare il sonno. La canzone di Richter, da lui stesso definita una “ninna nanna per un mondo frenetico“, è un brano musicale in cui si alternano i suoni di archi, pianoforte, elettronica e voci umane.

L’idea non è nuova: qualche anno fa, infatti, la band inglese Marconi Union, in collaborazione con la terapista del suono Lyz Cooper, aveva composto il brano “Weightless”, della durata di otto minuti, sempre con lo scopo di curare l’insonnia. Questa canzone, infatti, ha un ritmo di 60 battiti al minuto che via via tende a raggiungere i 50: in questo modo il battito del cuore e le onde cerebrali si sincronizzano con la musica, favorendo il rilassamento del corpo e l’assopimento.

Rumori bianchi

L’ultima tipologia di musica per dormire che ti consigliamo è l’ascolto dei rumori bianchi, ovverosia di quei brani che richiamano suoni quotidiani, come il picchiettio delle gocce di pioggia, il rumore delle onde, lo scoppiettare del fuoco, il suono del vento, le fusa del gatto, le campane tibetane, e persino i rumori di elettrodomestici come phon, condizionatore e aspirapolvere.

I rumori bianchi facilitano il sonno perché caratterizzati da una frequenza bassa e ripetitiva, in grado di calmare il corpo e la mente, equilibrando i due emisferi del nostro cervello. Esistono numerose app dedicate proprio a questa tipologia di suoni, come White Noise, Relax Melodies e Sleep Sounds, tutte scaricabili sia dai dispositivi IoS che Android negli appositi store.