Musica per studiare meglio: quale ascoltare?

Musica per studiare meglio: quale ascoltare?

Se sei uno studente sarai felice di sapere che esiste un metodo per memorizzare meglio e più velocemente: la musica! Sono infatti numerosi gli studi che hanno confermato come la musica sia in grado di influenzare le onde cerebrali, migliorando l’apprendimento. Alcuni recenti studi compiuti dai ricercatori dell’Università di Birmingham, in particolare, hanno confermato come la musica aiuti a mantenere alta la concentrazione quando si svolgono attività ripetitive, come appunto studiare.

Non solo: ascoltare musica mentre si sta studiando consente non solo di migliorare la memoria, ma anche di svolgere calcoli particolarmente complessi. Non tutte le tipologie di musica vanno bene per questo scopo, ma sono solamente tre i generi musicali da tenere in sottofondo mentre si studia: scopriamo assieme quali sono.

Musica classica

La prima tipologia di musica per studiare è quella classica, che, grazie ai suoi ritmi costanti, è in grado di rilassare e predisporre maggiormente all’apprendimento. Questo vale in particolar modo per i brani non cantati, perchè le parole finirebbero per distrarci, visto che il nostro cervello inizierebbe automaticamente a concentrarsi sul testo della canzone.

Ovviamente non tutti i brani di musica classica vanno bene per studiare: vanno infatti evitati quelli troppo ricchi di virtuosismi, preferendo quelli dal ritmo lento. In particolare, la musica classica che più aiuterebbe a memorizzare sarebbe, secondo uno studio dell’università di Baltimora, quella del periodo barocco.

Più in generale, comunque, tra i brani di musica classica che non possono mancare nella tua playlist di musica per studiare ti consigliamo quelli di Einaudi, di Allevi, di Chopin, di Vivaldi e di Tchaikovsky.

Musica per studiare: i brani di Mozart

Sempre rimanendo in tema di musica classica, secondo una ricerca del 1993 ad opera dei fisici Gordon Shaw e Frances Rauscher, l’ascolto dei brani di Mozart sarebbe in grado di migliorare le nostre capacità di apprendimento per i 15 minuti successivi all’ascolto (è il cosiddetto “effetto Mozart”).

Più in particolare, sarebbe l’ascolto della Sonata in re maggiore per due pianoforti (KV 448) a riuscire a provocare un temporaneo aumento delle nostre capacità cognitive. L’esperimento venne riproposto qualche anno dopo, nel 1995, e anche in questo caso le persone che avevano ascoltato i brani di Mozart avevano ottenuto migliori risultati nei test di apprendimento.

Suoni della natura

L’ultima tipologia di musica ideale per studiare sono i brani caratterizzati dalla presenza di suoni della natura: questi ultimi, infatti, sarebbero in grado di favorire il rilassamento e la memorizzazione, in particolar modo quelli legati allo scorrere dell’acqua. Questa proprietà è stata recentemente confermata da uno studio del Rensselaer Polytechnic Institute, secondo cui ascoltare il canto degli uccellini o il rumore dell’acqua mentre si studia, aiuterebbe a rimanere concentrati e a stimolare maggiormente e più velocemente l’apprendimento.

Come per la musica classica, anche i suoni della natura per funzionare devono essere ascoltati ad un volume moderato, se non addirittura basso, quasi di sottofondo, visto che il loro scopo è quello di favorire la concentrazione e non di distrarre la nostra attenzione dal testo che stiamo studiando.